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Recensione Kawai ES-920

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Il Kawai ES-920 arriva nella fascia media dei pianoforti da palco con una promessa ambiziosa: offrire il tocco e il suono di uno strumento di alta gamma a un prezzo difficile da battere. Dopo averlo provato per diverse settimane, posso dire che Kawai ha mantenuto la parola, con qualche compromesso intelligente che non intacca minimamente l’esperienza d’insieme.

In questa recensione completa del Kawai ES-920, analizzerò nel dettaglio tutto ciò che lo rende una scelta eccellente per i pianisti di livello intermedio e avanzato, che si esibiscano sul palco, in studio o tra le mura di casa. Metterò sotto la lente il tocco, la qualità sonora, le funzionalità, alcune davvero sorprendenti, e vi dirò senza giri di parole a chi questo pianoforte è adatto e a chi no. Perché dopo trent’anni a provare tastiere, so bene che un buon piano da palco non si riduce a una scheda tecnica.

Il nostro voto per il Kawai ES-920
  • 📦 Presentazione
  • 🎧 Qualità sonora
  • 🎹 Tastiera e tocco
  • 🛠️ Funzionalità e connettività
  • 🏠 Utilizzo
  • 🎁 Accessori
  • 💰 Rapporto qualità/prezzo
4.5

La nostra recensione del Kawai ES-920

Il Kawai ES-920 mi convince fin dal primo approccio per la sua versatilità davvero notevole: è un piano da palco che sa fare tutto senza mai cedere il passo. La meccanica RHIII a tre sensori offre un tocco preciso e naturale, mentre la tecnologia Harmonic Imaging XL con campionamento di 88 tasti restituisce una ricchezza sonora sorprendente per questa fascia di prezzo. Apprezzo in modo particolare il Bluetooth audio aptX e lo schermo OLED, due caratteristiche che semplificano notevolmente l’uso quotidiano. Con i suoi 38 suoni, 100 ritmi e il registratore a 2 tracce, si rivolge tanto ai pianisti sempre in movimento quanto ai creativi in cerca di uno strumento completo. Certo, non rivaleggia con i modelli di fascia alta in termini di profondità sonora, ma per un piano da palco a questo prezzo è una scelta che consiglio senza esitazione.

Vantaggi

  • Eccellente polifonia a 256 voci per una ricchezza sonora notevole
  • Connettività Bluetooth MIDI/audio per un utilizzo wireless
  • Tastiera con meccanica Responsive Hammer III per un tocco realistico
  • Compatto e leggero per un piano da palco, con un peso di soli 17 kg
  • Display OLED per una navigazione semplice e intuitiva

Svantaggi

  • Assenza di funzioni da master keyboard per un utilizzo avanzato

🎥 Demo in video del Kawai ES-920

📦 Presentazione del Kawai ES-920

Il Kawai ES-920 ha un design che non cerca di strafare. Niente cromature né LED lampeggianti, solo linee pulite che traspirano professionalità. La finitura in plastica nera opaca resiste bene alle impronte digitali, un dettaglio tutt’altro che trascurabile per chi ama tenere il proprio strumento in ordine e lo porta spesso in giro o suona sotto i riflettori.

La costruzione ispira fiducia senza arrivare alla robustezza militare. I materiali sono di buona qualità per la fascia di prezzo, con una scocca rigida che assorbe i trasporti senza lamentarsi. Con i suoi 17 kg, il Kawai ES-920 trova il giusto equilibrio tra solidità e portabilità: abbastanza leggero da salire tre piani da soli, abbastanza robusto da sopravvivere a un tour di concerti.

L’interfaccia utente merita una menzione speciale. Il display OLED campeggia al centro e offre un’ottima leggibilità anche sotto luci di scena aggressive. I pulsanti e le manopole rispondono con precisione, senza quel gioco fastidioso che si trova su certi modelli concorrenti. La disposizione dei controlli segue una logica intuitiva: suoni a sinistra, effetti al centro, funzioni di split e layer a destra. Kawai ha chiaramente ragionato sull’ergonomia invece di sistemare i pulsanti a caso.

🎧 Qualità sonora

Il motore sonoro Harmonic Imaging XL del Kawai ES-920 colpisce fin dalle prime note. Kawai ha campionato ogni tasto individualmente, eliminando quell’effetto “trasposto” che si sente a volte sui pianoforti digitali di fascia bassa. Il pianoforte a coda Shigeru Kawai SK-EX, fiore all’occhiello del marchio, è il modello di riferimento principale e la somiglianza è davvero sorprendente per uno strumento in questa fascia di prezzo.

Le sfumature dinamiche rispondono con grande finezza. Un pianissimo delicato genera armonici cristallini che fluttuano nell’aria, mentre un fortissimo energico libera una potenza soddisfacente senza distorsione. La risonanza delle corde e la simulazione della tavola armonica aggiungono quella complessità timbrica che manca dolorosamente ai pianoforti digitali d’ingresso, al punto che si ha quasi la sensazione di sentire vibrare il legno sotto le dita.

Oltre ai suoni di pianoforte acustico, il Kawai ES-920 offre 38 voci che includono pianoforti elettrici convincenti (il Rhodes e il Wurlitzer suonano particolarmente bene), organi utilizzabili e una selezione di archi e synth. Niente di rivoluzionario, ma una varietà sufficiente a coprire la maggior parte delle situazioni live o in studio. I suoni aggiuntivi non sono roba messa lì per riempire: sono stati scelti con cura e restano musicalmente sfruttabili.

Gli altoparlanti integrati da 2 x 20 Watt restituiscono le sonorità in modo soddisfacente. Non pretendono di competere con un impianto di amplificazione professionale, ma offrono un suono chiaro ed equilibrato per la pratica quotidiana o per piccole sale. La risposta nei bassi è corretta senza essere eccezionale, il che è normale per trasduttori di queste dimensioni. Mediani e alti brillano invece con chiarezza, permettendo di apprezzare appieno le sottigliezze del motore sonoro. Per i palchi più grandi, un’uscita linea verso un impianto esterno rivelerà tutto il potenziale di questo Kawai ES-920.

Con 256 voci di polifonia, il Kawai ES-920 offre un margine confortevole anche nei passaggi più densi. Pedale abbassato, accordi complessi, layer di suoni multipli… tutto passa senza tagli udibili. Questa generosità polifonica mette il Kawai davanti a diversi concorrenti che si accontentano ancora di 128 voci nella stessa fascia di prezzo.

🎹 Tastiera e tocco

La tastiera con meccanica Responsive Hammer III è il cuore pulsante dell’ES-920, ed è proprio qui che Kawai fa sul serio. Questa meccanica a martelletti riproduce fedelmente la sensazione di un pianoforte acustico, con tasti più pesanti nei bassi e più leggeri negli acuti. I tre sensori per tasto colgono le sfumature più sottili, dal pianissimo più impalpabile al fortissimo più esplosivo.

La simulazione del punto di pressione aggiunge un’ulteriore dimensione di realismo. Su un vero pianoforte si avverte quel piccolo scatto appena prima che il martelletto colpisca la corda, e il Kawai ES-920 riproduce questa sensazione con una precisione sorprendente. Può disorientare i principianti abituati alle tastiere da sintetizzatore, ma i pianisti classici apprezzeranno questa autenticità che facilita la transizione tra digitale e acustico.

Il rivestimento dei tasti merita una menzione a parte. Kawai ha optato per una texture opaca leggermente granulosa che evita lo scivolamento fastidioso delle plastiche lisce, soprattutto quando le dita sudano sotto la pressione di un concerto o di una sessione intensa. Non è avorio vero, ovviamente, ma l’illusione funziona sorprendentemente bene. I tasti neri presentano una finitura simile, creando una piacevole coerenza al tatto.

La risposta dinamica mi impressiona per la sua linearità e prevedibilità. Nessun salto brusco tra i diversi livelli di velocity, la curva rimane naturale e musicale. Le ripetizioni rapide passano senza intoppi, i trilli si susseguono con fluidità e i passaggi in staccato scattano con precisione. Per uno stage piano a questo prezzo, è davvero notevole.

Il rumore meccanico rimane discreto senza essere del tutto assente. Si sente un leggero schiocco al ritorno dei tasti, ma niente di paragonabile alle tastiere d’ingresso che sembrano macchine da scrivere. Suonando con le cuffie, questo rumore di fondo scompare completamente nella concentrazione del gioco. Confrontato con un pianoforte acustico ben regolato, il Kawai ES-920 offre un tocco che regge chiaramente il confronto. Non siamo al livello di uno Steinway da concerto, ma è più che sufficiente per lavorare seriamente sul proprio repertorio o per tenere un concerto.

🛠️ Funzionalità e connettività

Il Kawai ES-920 integra un registratore MIDI a due tracce che trasforma lo strumento in un mini-studio. Si può registrare la mano destra e la mano sinistra separatamente, poi sovrapporle. È ideale per lavorare una fuga di Bach o comporre i propri brani. La registrazione viene salvata nella memoria interna o su chiavetta USB, offrendo una buona flessibilità per archiviare le sessioni o condividerle con altri musicisti.

Il Bluetooth audio e MIDI con supporto aptX cambia le carte in tavola per la pratica quotidiana. Si collega lo smartphone o il tablet in modalità wireless e, in un attimo, le app di spartiti scorrono automaticamente, le basi suonano in alta qualità e si può persino controllare lo strumento da un’app dedicata. Il codec aptX garantisce una latenza minima che rende il suono in accompagnamento di tracce audio perfettamente sincronizzato. Basta cavi che ingombrano e si aggrovigliano.

Le modalità Layer e Split funzionano con una semplicità disarmante. Il Layer sovrappone due suoni (pianoforte e archi, per esempio), mentre lo Split divide la tastiera in due zone indipendenti (basso a sinistra, pianoforte a destra). La modalità 4 mani divide la tastiera in due sezioni identiche, ognuna con la stessa estensione, perfetta per l’insegnamento o i duetti improvvisati. Queste funzioni si attivano con due pressioni di un pulsante, senza immergersi nei menu.

L’equalizzatore a 4 bande con fader fisici è una piccola chicca in questa fascia di prezzo. Si regolano bassi, medi-bassi, medi-alti e alti in tempo reale, adattando il suono all’acustica della sala o alle proprie preferenze. Questa flessibilità sonora evita di ritrovarsi bloccati con un suono fisso che non si adatta a tutte le situazioni. Le impostazioni si salvano, permettendo di passare da una configurazione all’altra a seconda del contesto.

La connettività copre tutte le esigenze essenziali: MIDI In/Out per pilotare moduli esterni o essere controllato da un sequencer, ingresso linea stereo per suonare con uno smartphone o un lettore audio, uscita linea L/R per collegare un impianto, due uscite cuffie per suonare in due senza disturbare nessuno, e i sempre presenti USB to Host e to Device. Kawai non ha dimenticato nessuno scenario d’uso, dal home studio al palco professionale.

🏠 Utilizzo

Il Kawai ES-920 si avvia in pochi secondi e propone un suono di pianoforte predefinito immediatamente pronto all’uso. Non serve una laurea in informatica per iniziare a suonare: si collega, si accende e funziona. Questa semplicità farà la gioia dei pianisti che vogliono suonare piuttosto che armeggiare con i parametri per ore.

L’interfaccia utente brilla per la sua logica intuitiva. Il display OLED mostra chiaramente le informazioni essenziali come il nome del suono, il tempo del metronomo e il livello di trasposizione. I menu si organizzano in modo coerente, senza quell’arborescenza kafkiana che trasforma la regolazione di un semplice parametro in un’odissea. I musicisti principianti ci si orienteranno facilmente, mentre gli utenti più esperti apprezzeranno l’accesso rapido alle funzioni più avanzate.

In home studio, il Kawai ES-920 si integra naturalmente in un setup DAW grazie alla connettività USB completa. Funge da controller MIDI capace di pilotare strumenti virtuali e sequencer con grande reattività. Il Bluetooth MIDI apre possibilità creative interessanti, permettendo di controllare applicazioni iPad senza ingombrare la scrivania con ulteriori cavi. Per le sessioni serali in cuffia, le due uscite permettono a un fonico o a un insegnante di seguire l’esecuzione in tempo reale.

Sul palco, il formato compatto e il peso contenuto di 17 kg semplificano notevolmente la logistica. Una persona sola può trasportare lo strumento senza trasformarsi in un sollevatore di pesi olimpico. Il montaggio richiede pochi minuti: si posiziona sullo stand, si collegano alimentazione e impianto, e si parte. L’uscita linea fornisce un segnale pulito e potente che si integra senza problemi in qualsiasi sistema di amplificazione. Le uscite cuffie permettono persino di suonare in silenzio durante i soundcheck, risparmiando le orecchie di tutto il team.

Per l’insegnamento, la modalità 4 mani trasforma il Kawai ES-920 in uno strumento didattico efficace. Insegnante e allievo suonano fianco a fianco sullo stesso strumento, ognuno con la propria zona della tastiera che copre tutta l’estensione. Questa configurazione facilita le dimostrazioni e permette all’insegnante di correggere immediatamente gli errori senza interrompere il flusso musicale. Il metronomo integrato e il registratore a due tracce completano l’arsenale didattico, offrendo strumenti di lavoro preziosi per progredire in modo metodico.

🎁 Accessori

Kawai fornisce un pedale di sustain F-10H compatto che risponde in modo binario, aperto o chiuso, senza sfumature intermedie. Per la pratica quotidiana svolge il suo compito senza problemi. I pianisti abituati al mezzo pedale di un pianoforte acustico noteranno l’assenza di questa sottigliezza, anche se il Kawai ES-920 supporta tecnicamente questa funzione con un pedale compatibile.

L’alimentatore P154 è compatto e leggero, si infila facilmente in una borsa da trasporto senza occupare troppo spazio. La lunghezza del cavo consente un’installazione flessibile, evitando di dover accostare lo strumento alla parete per raggiungere la presa elettrica.

Il leggio in dotazione mantiene saldamente gli spartiti grazie a due braccia regolabili. Il design semplice ma efficace si adatta sia agli spartiti in formato A4 che ai tablet. L’angolazione permette una lettura comoda senza sforzare il collo. Un piccolo appunto: la plastica utilizzata sembra un po’ fragile per un uso intensivo in tournée. I pianisti nomadi preferiranno forse investire in un modello più robusto.

📝 Caratteristiche tecniche del Kawai ES-920

CaratteristicaDettaglio
No
Tasti61
Si1295 x 394 x 140 mm
No23,6 kg

🕵️‍♂️ Vale la pena acquistare il Kawai ES-920?

Il Kawai ES-920 merita ampiamente il suo posto nel pantheon dei pianoforti da palco di fascia media. A meno di 1300€, offre un rapporto qualità/prezzo davvero notevole, capace di mettere in difficoltà diversi concorrenti che costano anche di più. La tastiera Responsive Hammer III regge il confronto con strumenti di livello superiore, il motore sonoro Harmonic Imaging XL convince per la sua ricchezza timbrica, e la connettività Bluetooth con aptX lo proietta nell’era moderna senza rinunciare a ciò che conta davvero.

Il Kawai ES-920 si rivolge ai pianisti di livello intermedio-avanzato che cercano uno strumento versatile tra palco, studio e casa. Gli studenti di conservatorio vi troveranno un compagno di lavoro serio, che non metterà mai i bastoni tra le ruote alla loro crescita tecnica. I musicisti live apprezzeranno l’affidabilità e la praticità nel trasporto. Chi lavora in home studio, invece, sfrutterà l’integrazione fluida con le DAW.

Dopo settimane passate a suonare Chopin, jazz e qualche incursione nel territorio sintetico, il Kawai ES-920 continua a lasciarmi ben impressionato per la coerenza complessiva dello strumento. Kawai ha evidentemente ascoltato i pianisti veri, invece di spuntare caselle su una lista marketing. Il risultato? Uno strumento che mette voglia di suonare, che non frena mai l’espressione musicale e che invecchia molto bene nel tempo. In un mercato saturo di pianoforti digitali tutti uguali, il Kawai ES-920 percorre la sua strada con carattere e personalità, ed è esattamente quello che si pretende da un buon piano di questo calibro.

Autore

Dimitri

Dimitri BIANCHI

Ho passato tre decenni a fare pace con il pianoforte, e devo dire che il rapporto migliora di anno in anno. Musicista, testatore compulsivo di tastiere e occasionale lamentatore di servizio, scrivo su questo blog per condividere tutto quello che ho imparato: il bello, il brutto e le note sbagliate. Dal synth anni '80 ritrovato in cantina al pianoforte digitale ultimo grido, nessuno strumento è al sicuro dalla mia curiosità. Il mio obiettivo? Aiutare i principianti a non perdersi e gli appassionati a scoprire qualcosa di nuovo, il tutto con il sorriso. Carburante ufficiale: espresso doppio e un Preludio di Bach suonato (quasi) senza errori.

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