📦 Presentazione del Kawai ES-60
Il Kawai ES-60 punta tutto sulla sobrietà, con una finitura nera opaca che non rischia di rubare la scena a nessuno. Le dimensioni di 1295 x 260 x 150 mm lo rendono un vero tuttofare: abbastanza compatto da entrare nel bagagliaio di un’auto, ma con una presenza sufficiente a non farlo sembrare un giocattolo.
La costruzione rivela una plastica di qualità dignitosa, senza pretese di eccellenza. Si percepisce che Kawai ha ottimizzato ogni centesimo del budget, ma il risultato è onesto. Gli 11 kg dichiarati si fanno sentire in mano: non è né una piuma né un mattone, giusto quel tanto che basta per trasmettere solidità senza scoraggiare chi deve trasportarlo.
L’interfaccia è ridotta all’essenziale: qualche pulsante discreto sul lato sinistro della tastiera, nessuno schermo, e la navigazione affidata ai LED come si faceva una volta. Un approccio minimalista che può disorientare all’inizio, ma ha il pregio della semplicità: meno cose che si possono rompere, meno menu da scorrere.
🎧 Qualità sonora
Con i suoi 17 suoni, il Kawai ES-60 non punta a fare colpo con la quantità. I pianoforti acustici dominano logicamente la selezione, e meno male, perché è lì che Kawai tradizionalmente eccelle. Il piano principale rivela un carattere caldo e sfumato, con una dinamica sufficiente a rendere le sottigliezze del tocco. I campioni stereo aggiungono una profondità apprezzabile, pur restando nei canoni della fascia d’ingresso.
I pianoforti elettrici fanno onore alla reputazione del marchio: Rhodes e Wurlitzer del tutto convincenti per questa fascia di prezzo. Archi e organo completano l’arsenale di base. Si apprezza la scelta di Kawai di privilegiare la qualità alla quantità: ogni suono sembra aver ricevuto una cura particolare, anziché essere lì solo a gonfiare il numero.
La polifonia a 192 voci offre un margine confortevole per la quasi totalità degli utilizzi. Gli altoparlanti da 2×10 watt fanno del loro meglio in un formato così compatto. Il suono rimane chiaro e definito a volume moderato, ma non aspettatevi di riempire una sala da concerto. Per la pratica casalinga o le piccole esibizioni, assolvono il loro compito alla perfezione. L’equalizzatore integrato permette qualche aggiustamento utile per adattare il suono all’ambiente.
🎹 Tastiera e tocco
Il cuore del Kawai ES-60 batte con la meccanica Responsive Hammer Light (RHL) di Kawai, ed è qui che il pianoforte rivela la sua vera personalità. Questa azione graduata riproduce fedelmente la sensazione di un pianoforte acustico, con i tasti gravi più pesanti e gli acuti più leggeri. Il tocco è fermo e preciso, con un controllo dinamico notevole per questa fascia di prezzo.
I tasti in plastica standard non offrono il rivestimento texturizzato dei modelli superiori, ma la loro superficie rimane piacevole sotto le dita. Si evita la sensazione scivolosa di certe tastiere economiche, anche se siamo lontani dal lusso delle superfici con avorio simulato. La risposta al tocco colpisce per la sua coerenza lungo tutta l’estensione della tastiera.
Il rumore meccanico è contenuto, un dettaglio apprezzabile per chi suona in appartamento. Ogni pressione genera un feedback tattile soddisfacente che incoraggia l’espressività. Rispetto ad altri pianoforti di pari prezzo, la meccanica RHL di Kawai si distingue nettamente. Non regge il confronto con le meccaniche di fascia alta, ma offre una base solida per sviluppare una tecnica corretta. Esattamente quello che ci si aspetta da uno strumento didattico serio.
🛠️ Funzionalità e connettività
Il Kawai ES-60 abbraccia una filosofia del “meno è meglio” che può sorprendere in un’epoca in cui i marchi si sfidano a colpi di funzioni sempre più elaborate. Le modalità Dual e Split coprono le esigenze essenziali: sovrapposizione di due suoni o divisione della tastiera in due zone distinte. Funzioni di base, certo, ma perfettamente funzionali e sufficienti per la grande maggioranza degli usi musicali.
L’USB to Host trasforma il pianoforte in un controller MIDI di qualità, mentre le app PianoRemote e PiaBookPlayer di Kawai ampliano le possibilità senza appesantire l’interfaccia fisica. Un approccio intelligente che permette di mantenere un design pulito, affidando le funzioni avanzate allo smartphone o al tablet.
I 30 ritmi di batteria integrati aggiungono una dimensione ludica alla pratica. Accompagnamenti basilari che stimolano la creatività senza pretendere di sostituire un vero arranger. Le tre riverberazioni disponibili arricchiscono l’ambiente sonoro con discrezione. L’assenza del Bluetooth può deludere qualcuno, ma l’USB compensa ampiamente questa lacuna per le connessioni serie. Il sequencer integrato permette di registrare le proprie idee musicali, una funzione utile per il lavoro autonomo.
🏠 Utilizzo
Il Kawai ES-60 eccelle nella semplicità d’uso quotidiana. L’assenza dello schermo, inizialmente disorientante, si rivela alla fine liberatoria: si accende, si suona, punto. I cambi di suono avvengono tramite i pulsanti dedicati, e memorizzare le combinazioni diventa presto intuitivo. Questo approccio diretto è perfetto per i pianisti che preferiscono fare musica piuttosto che armeggiare con i settaggi.
La portabilità è uno dei punti di forza di questo strumento. Con i suoi 11 kg, si trasporta frequentemente senza massacrarsi la schiena, e lo spessore ridotto facilita il riposto anche negli spazi più angusti. L’installazione è elementare: si appoggia il piano su un supporto, si collega l’alimentatore e il pedale, e in meno di due minuti si è pronti a suonare.
Per la pratica notturna, le due uscite cuffie si rivelano comode, soprattutto per le lezioni o le sessioni in duo. La funzione di spegnimento automatico evita sprechi in caso di dimenticanza. Il commutatore degli altoparlanti On/Off risparmia inutili manovre sul volume quando si passa dalle cuffie agli speaker. Questi dettagli pratici parlano di un progetto pensato per l’uso reale, non soltanto per la scheda tecnica.
🎁 Accessori
Kawai si mostra generoso con un bundle completo che evita acquisti aggiuntivi immediati. Il pedale F-1SP in dotazione sorprende per la sua qualità: costruzione in metallo solida, cavo di lunghezza adeguata e risposta progressiva che rispetta la funzione del mezzo pedale. Si scampa così alla trappola classica del pedale in plastica che trasforma ogni sfumatura in un interruttore on/off.
Il leggio incluso svolge il suo compito senza pretese. Il design pieghevole agevola il trasporto, anche se la stabilità lascia un po’ a desiderare con gli spartiti più voluminosi. L’alimentatore PS-129 ha un formato compatto che si apprezza durante gli spostamenti, e il cavo di lunghezza ragionevole evita acrobazie per raggiungere la presa a muro.
L’assenza di una custodia da trasporto potrebbe deludere, ma è giustificata dal prezzo contenuto. Il Kawai ES-60 accetta pedali d’espressione standard tramite l’apposita presa, un’apertura interessante per chi viene dall’organo. La compatibilità con i supporti universali facilita l’integrazione in contesti di suono diversi. Questi accessori di base, senza essere lussuosi, riflettono un approccio coerente e pratico.















